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Meteorologi e ministri: contradddizioni insanabili dei negazionisti delle scie chimiche -
Parte Seconda (leggi la prima parte)
A proposito di alcune particolari scie il colonnello De Simone (sempre nell'articolo
“Le scie di vapore prodotte dai jet” già citato nella
prima
parte dell'articolo) afferma che:
“Quelle brevi ed effimere (…) sono dovute alla condensazione rapida dell’umidità propria dell’aria, raffreddata istantaneamente nei due processi di rapida compressione generata dal passaggio del velivolo e nella successiva ancor più rapida espansione che ne segue”.
Esatto, brevi ed effimere, come dovrebbe capire al volo chi conosce un minimo di fisica, di termodinamica: questi
sbalzi di pressione vengono rapidamente annullati una volta passato l’aereo e tutto rapidamente torno allo
stato precedente.
Che questo particolare tipo di scie (non legate al vapore prodotto dai motori) siano molto fugaci
abbiamo una conferma diretta persino da un sito che nega le scie chimiche,
meteoromagna.com (vedi figura a fianco) ove è stato pubblicato un lungo documento negazionista
dal titolo L'annosa questione delle scie di condensazione a firma di Pierluigi Randi.
[Per cercare di capire meglio il fenomeno in questione possiamo semplificare
la questione dicendo che si tratta di una sorta di "effetto frigorifero" che però si manifesta
all'aria aperta. Nel frigorifero il lavoro compiuto dal motore causa un passaggio di calore
dall'interno all'esterno, e la differenza di temperatura che si crea può essere mantenuta solo
grazie all'isolamento termico dell'ambiente interno (coibentazione e guarnizioni). Nel caso in oggetto invece
il lavoro è compiuto dall'aereo che ad alta velocità crea una compressione dell'aria,
e sebbene ciò possa innescare poi (con la successiva espansione dell'aria precedentemente compressa)
un raffreddamento locale, la differenza di temperatura tra due zone adiacenti dell'atmosfera non
si può mantenere che per un tempo molto breve, non essendoci ovviamente nessun isolamento termico.]
E allora come mai il ministro La Russa
attribuisce a questo tipo di scie “BREVI ED EFFIMERE” l’aspetto del cielo che in seguito
al passaggio degli aerei assume una consistenza gelatinosa? Il cielo sembra una gelatina
per effetto di un fenomeno breve ed effimero legato ad un fenomeno di condensazione rapidamente reversibile?
Devo dire per altro che nella risposta ufficiale
del ministro La Russa all'interrogazione parlamentare dell'on. Brandolini, questo fenomeno è descritto
in maniera molto approssimativa e confusa, credo volutamente confusa, così che se qualcuno facesse notare la contraddizione magari si potrebbe sempre arrampicarsi sugli specchi iniziando a dire “ma no, mi avete frainteso, io volevo dire in realtà che...”.
Vi confesso che io, la prima volta che ho letto la risposta di La Russa, ho ritenuto ch'egli ritenesse che certe
scie di condensa fossero causate dalla condensazione per compressione del vapore acqueo presente di fronte all'aereo, e compresso dal suo moto ad alta velocità.
In effetti le sue testuali parole sono:
“occorre aggiungere che a temperature appena superiori allo zero il vapore acqueo contenuto
nell'atmosfera, all'impatto con una superficie quale ad esempio la fusoliera di un aereo,
può congelarsi all'istante per effetto dell'improvvisa variazione di pressione e dare quindi
quell'impressione gelatinosa alla quale si fa riferimento … ”.
Giudicate voi ...
Dice ancora il colonnello De Simone nel suo articolo “Le scie di vapore prodotte dai jet”:
“Se la temperatura, l’umidità e la pressione atmosferica presentano variazioni oscillanti nello strato attraversato dall’aereo le scie si formano soltanto a tratti.”
Eppure nel già citato documento pubblicato sul sito meteoromagna.com (che pur nega l'esistenza delle
scie chimiche), si legge tutt’altra cosa, ovvero che le scie a tratti sono un’illusione ottica, dovuta all’ombra delle nubi proiettata sulla scia.
Chissà quando si metteranno d’accordo fra di loro meteorologi e ministri.
Cosa succede, la fisica dell’atmosfera e la termodinamica cambiano a seconda
della persona che le usa (o forse dovremmo dire, che di esse abusa?)
Le discontinuità e disomogeneità
nei valori di temperatura e umidità relativa dell'aria possono esistere, anche fra zone
relativamente vicine, se ci riferiamo a quote relativamente basse.
A bassa quota l'influenza dei diversi tipi di suolo (più o meno riflettente la luce solare),
della presenza di monti, valli, corsi d'acqua, aree urbane
(decisamente più calde a causa dell'asfalto, del traffico dei veicoli e del riscaldamento
delle case) aree industriali (associate alla presenza dei fumi caldi della fabbriche), si ripercuote sugli strati più bassi dell'atmosfera
e causa sicuramente disomogeneità nei valori di temperatura e umidità relativa dell'aria. Ma più
si va in alto meno tali disomogeneità sono rilevanti. In maniera simile, ma simmetrica, disomogeneità di temperatura e di altre
caratteristiche fisiche dell'acqua dei mari sono rilevanti a profondità relativamente basse, ma
lo sono sempre di meno man mano che si scende verso il fondo.
In questo video si vede un aereo lasciare delle scie che si
interrompono continuamente, che cambiano di intensità ad un ritmo frenetico; possiamo
mai pensare che questo comportamento sia dovuto al fatto che i valori di umidità
e temperatura varino così rapidamente nello spazio?
Nel video si notano per una decina di secondi tali cambiamenti (interruzioni della scia e cambio d'intensità) in ragione di più di uno al secondo, il che vuol dire che se l'aereo volasse ad alta velocità (600 km/h, ovvero 167 m/s) dovremmo avere ad alta quota valori di umidità e temperatura che non sono costanti nemmeno in un raggio di 100 metri.
E allora probabilmente fra gli esperti di meteorologia c'è chi ha qualche remora
ad affermare pubblicamente che umidità, temperatura
e pressione possano variare così repentinamente ad alta quota lungo una direzione
orizzontale, e allora ripiega su un altro tipo di (patetica) giustificazione del
fenomeno.
Qualcun altro forse, pur conoscendo altrettanto bene la meteorologia,
preferisce una giustificazione meno facilmente smentibile dai fatti, confidando nel
fatto che le persone più superficali si fanno facilmente convincere da qualsiasi
affermazione rassicurante dell'esperto di turno. Di sicuro chiunque può osservare il
rilascio di scie a tratti nei nostri cieli e verificare di persona che non si tratti di un
effetto ottico; se non vi convince il filmato qui a fianco vi convincerà la costante
osservazione del cielo per cogliere in flagrante uno di questi
aerei che rilascia scie intermittenti e controllare che le ombre delle
nuvole non c'entrano proprio niente.
De Simone afferma anche che certe scie a zig zag appaiono così dopo che
i venti hanno modificato la forma originale. Affermazione forse credibile se si osserva la scia
diverso tempo dopo che è stata emessa.
Ma quando vedo l’aereo che va a zig zag mentre emette scia sono autorizzato a pensare
ad una scia chimica, come potete osservare nel video qui sotto, e come capita di vedere
a chi come me osserva il cielo con costanza e attenzione.
Un altro esempio di tale comportamento riconducibile esclusivamente ad una deliberata
azione di irrorazione su centri abitati potete vederla
anche in questo altro filmato
in cui potete osservare un aereo (con scia al seguito) che segue una traiettoria sinusoidale.
Non ci si stancherà mai di ribadire che i negazionisti delle scie chimiche
scrivono e parlano in modo da distogliere gli occhi delle persone dall'osservare con attenzione
e costanza il cielo nel quale sta scritta a chiare lettere la verità
(vedi in particolare questi video e queste foto); le loro parole servono a creare una specie
di filtro da frapporre alla realtà, un filtro creato da esperti del settore ben poco
indipendenti che induca la gente a pensare che è tutto normale.
Invece questi nostri ragionamenti e queste
nostre osservazioni sono scritti perchè la gente guardi coi propri occhi, e senza preconcetti, le
scie nel cielo ed ascolti con le proprie orecchie il rombo (anche notturno) dei motori.
E veniamo adesso ad un'ultima affermazione del colonnello De Simone (sempre tratta dal
medesimo articolo):
“Per le caratteristiche termodinamiche dei motori,
per le quote di volo e per la localizzazione, la quasi totalità delle scie che si osservano
in cielo sono prodotte dai jet di linea degli operatori commerciali.”
Esatto, niente da eccepire, infatti agli aerei militari sono assegnate quote intorno a 6 km,
quote non idonee alla
formazione di scie di condensa.
Eppure guardate cosa si legge sul sito meteoromagna.com:
che non c’è niente di strano se vediamo aerei in formazione rilasciare scie perchè anche se gli
aerei civili non volano in formazione quelli militari lo possono fare ... ma le
“quote di volo”?
Ecco quindi l’ennesima
contraddizione dei negazionisti delle scie chimiche, ma a lor signori cosa importa? Loro
parlano e scrivono senza curarsi dell’incoerenza, l’importante è gettare fumo negli occhi
delle persone più superficiali, anche perché molte sono le persone DESIDEROSE
di pensare che sia tutto normale, che non vogliono vedere l’orrore che le circonda e che
trovano un appiglio in simili distorsioni.
Come ho già detto nell'ultima parte del mio dossier, l'importante
è fornire alle persone che non vogliono credere delle giustificazioni, per quanto patetiche,
alla propria scelta incosciente di chiudere gli occhi di fronte alla realtà
ed evitare di guardare il cielo.
Quanti erano i tedeschi che durante il regime nazista cercavano in ogni modo di negare l’esistenza dei campi
di sterminio? A loro
bastava sentirsi dire dai funzionari del Reich che i campi di sterminio non esistevano
per mettersi il cuore in pace.
Vorrei infine far notare la seguente asserzione fatta dal colonnello De Simone sempre
nel corso della già citata puntata di Voyager:
“D'estate è più difficile che esistano scie persistenti a quote più basse
perchè in quelle condizioni di temperatura e umidità la scia si forma e si dissolve immediatamente.
D'inverno le scie tendono a perdurare di più perchè essendo generalmente
l'atmosfera più fredda le condizioni di condensazione sono più frequenti.”
Sorvoliamo per un attimo sulla questione delle scie che persistono per ore nei nostri
cieli, evidentemente artificiali (chimiche) visto che secondo i
manuali di meteorologia
durano di norma pochi minuti, ed analizziamo quest'affermazione facendo finta che
le “scie persistenti” siano delle “normali scie di condensa”.
Secondo le parole di De Simone tale scie d'estate
si verificano di regola solo a quote molto alte, ad un'altezza insomma che impedirebbe
la visione dell'aereo a causa della distanza.
Se quelle scie persistenti che vediamo nei nostri cieli fossero davvero “scie di condensa” causate
dai voli commerciali che volano ad almeno 8 km di quota, le scie persistenti estive
dovrebbero quindi essere causate da velivoli che volano ancora più in alto: chiedetevi allora
come mai potete udirne il rombo e (se le condizioni di visibilità lo permettono) distinguere
chiaramente questi aerei che dovrebbero volare ad almeno 10 km di quota. Il metro di paragone
in questo caso non sono le parole o le astratte elucubrazioni teoriche, ma i nudi fatti: quegli aerei
che vediamo volare nei cieli estivi rilasciando scie persistenti volano molto più in basso dei 10 km
implicitamente dichiarati da De Simone, controllate voi stessi la loro quota di sorvolo coi
vostri occhi e con le vostre orecchie.
Ma quando si formano queste “scie di condensa”? Leggendo il già citato articolo del colonnello
De Simone scopriamo che si formano quando l'aereo vola in una zona dell'atmosfera dove la temeratura
è inferiore ai -36 °C:
“Perché una scia sia visibile da terra e perduri nel tempo
tanto da mostrarsi come una nube allungata, l’aereo che la genera deve volare in una
fascia dell’atmosfera in cui la temperatura dell’aria sia inferiore a 36 gradi centigradi
sotto lo zero e sia presente una quantità opportuna di umidità nell’aria stessa.”
Al contrario sul sito meteoromagna.com nel lungo documento
al quale ci siamo già riferiti (L'annosa questione delle scie di condensa a firma di Pierluigi Randi)
troviamo scritto che per il formarsi delle scie ...
“La temperatura dell'aria più
favorevole è in genere quella compresa fra i -25 °C ed i -40 °C ed in queste
condizioni ambientali esse tendono ad essere maggiormente persistenti.”
Incredibile vero? Secondo De Simone fra i -25 °C ed i -36 °C non si forma nessun tipo
di scia, mentre secondo quanto scritto da Randi sul sito meteoromagna.com non solo si formano,
ma tendono ad essere persistenti.
Una piccola nota a margine sul documento del signor Randi. Si tratta di una
voluminosa dissertazione satura di nozioni scientifiche, molte delle quali indubbiamente esatte
nonostante la svista (forse perdonabile a chi non ha una laurea in fisica) di
quelle “onde di gravità”
riferite alla propagazione di onde materiali in un fluido aeriforme.
La gran mole di informazioni scientifiche (mescolata alle distorsioni
evidenziate nel presente articolo) è messa lì per comunicare al lettore più superficiale
un'impressione di scientificità e di attendibilità, peccato che, a parte tutte le cose
già fatte notare in precedenza, l'estensore del documento abbia voluto strafare,
caricando il suo scritto di menzogne così palesi da lasciare esterrefatti.
Cosa pensare infatti di quanto scritto all'inizio del documento?
“Oppure,
sempre tramite l'ausilio di queste inquietanti tecniche e sempre secondo gli autori ed i
divulgatori di tali documenti, si impedirebbe di far piovere o nevicare in alcune aree
territoriali a vantaggio di altre o in concomitanza ad eventi pubblici per i quali le
idrometeore sarebbero alquanto sgradite.”
Ah già ...
1338343 - 1920 – Procedimento ed apparato per la produzione di intense nuvole nebbie o foschie artificiali [Process And Apparatus For The Production of Intense Artificial Clouds, Fogs, or Mists]
1619183 - 1927 – Procedimento per la produzione di nuvole di fumo da aerei in movimento [Process of Producing Smoke Clouds From Moving Aircraft]
1665267 - 1928 – Procedimento per la produzione di nebbia artificiale [Process of Producing Artificial Fogs]
2550324 - 1951 – Procedimento per il controllo climatico [Process For Controlling Weather]
2582678 - 1952 – Apparato per la disseminazione di materiali dagli aerei [Material Disseminating Apparatus For Airplanes]
I primi brevetti per la manipolazione climatica sono quindi vecchi di 80 anni,
esperimenti di inseminazione delle nubi si svolgevano
già negli anni '50 del secolo scorso,
prodotti per il controllo delle precipitazioni sono liberamente in vendita anche
via internet,
in occasione delle delle olimpiadi di Pechino l'utilizzo di metodi di modificazione climatica è stato
pubblicamente annunciato, lo stesso è successo in occasione di una cerimonia pubblica
a Mosca come testimonia questo servizio del TG1 del maggio 2007, ma lo stesso pur di negare l'esistenza delle
scie chimiche si arriva a negare persino la più palese evidenza dei fatti.
Gli esperti russi sarebbero maestri nel controllare
le condizioni meteorologiche per evitare che pioggia e maltempo possano
rovinare importanti manifestazioni. Come fanno ce lo spiega il corrispondente
(Alessandro Cassieri)
“Sembrava una leggenda metropolitana e invece era un segreto finalmente svelato, riuscire
a non far piovere là dove il cerimoniale entrerebbe in crisi, ieri durante le celebrazioni
del 9 maggio. Poggia su Mosca dicevano le previsioni e invece nulla. Putin e i maggiorenti
hanno potuto rimanere sulla piazza rossa senza ombrello, grazie a 12 aerei che hanno sorvolato
il centro della capitale scaricando sulle nuvole un composto fatto di azoto iodio e argento,
miscela non si sa quanto ecologica ma efficace, e soprattutto sperimentata.
In un paese in cui i fenomeni atmosferici sono estremi, la pioggia può diventare un vero
problema. Se ne resero conto anche i leader del G8 l'estate scorsa a San Pietroburgo,
pioggia a dirotto ovunque tranne che sulle loro teste. Allora si vociferò
che fosse merito degli aerei antipioggia, adesso sappiamo che non era solo propaganda.”
Ma non è finita, dato che in questo documento troviamo anche le seguenti
rassicuranti parole:
“L’unico 'pericolo' tra virgolette rappresentato dalle contrails è riassumibile in due voci:
- lieve schermatura della luce solare a svantaggio del calore respinto.
- difficoltà nella navigazione aerea a vista.”
e ancora:
“Tuttavia va considerata l’esiguità delle contrails rispetto
all’enorme spazio del cielo.”
Ah sì, esiguità delle scie di condensa rispetto al cielo, un'esiguità tale da ridurre
il cielo ad una poltiglia biancastra contemporaneamente su quasi tutta l'Italia, come è successo nel
maggio del 2009. Ecco forse questa è un'affermazione sincera in fin dei conti: l'esiguità delle
scie di condensa (in inglese contrails) in rapporto alla vastità del cielo è reale, ma
ciò conferma che tutte quelle altre scie che oscurano il sole su migliaia di chilometri quadrati
non sono altro che scie chimiche.
E per chi non avesse avuto ancora l'occasione o il tempo di vedere ciò che succede quando le scie degli aerei oscurano il sole riporto qui il seguente video:
Questo ottimo documento video dalla Francia mostra - a velocità 500 volte maggiore - una tipica giornata d'irrorazione. Da notare come le scie chimiche
persistano innaturalmente,
si espandano e generino coperture artificiali che schermano la luce solare.
Condensa?
Impossibile che sia condensa secondo quanto affermato dal signor Randi: “(...) lieve schermatura della luce solare (...) l’esiguità delle contrails rispetto all’enorme spazio del cielo. (...)
non rappresentano in alcun modo un danno ambientale così catastrofico (...).”
Ergo quelle scie che oscurano un enorme spazio di cielo sopra Bordeaux
non possono essere scie di condensa. Per altro com'è possibile attribuire
un simile comportamento a dei normali voli di linea se il traffico aereo (come abbiamo già visto
nella prima parte)
è diminuito in tutta Europa?
E diciamo pure che delle scie (chimiche!) che tolgono, riducono, filtrano su gran parte
del globo quella radiazione solare che è fonte di vita e nutrimento per
tutta la biosfera terrestre rappresentano davvero un danno ambientale catastrofico.
E che dire poi (sempre a riguardo dell'ultimo video) del fatto che d'estate le scie di condensa sono molto più rare e si dissolvono più rapidamente?
E che dire delle nuvole che si vedono nel cielo odierno, che secondo il signor Randi sono
tutte riconducibili a fenomeni nuvolosi già noti? Per quanto egli si sforzi a far rientrare ogni
fenomeno celeste entro le vecchie catergorie un ente ufficiale ha recentemente ammesso
la comparsa di alcune nuvole di un tipo
mai osservato finora.
Gli scienziati della RMS (Royal Meteorological Society)
pensano che queste nubi dovrebbero essere inserite in una nuova categoria, che hanno deciso di
chiamare asperatus, parola latina che significa brutale.
(nella foto nuvola Asperatus, Hanmer Springs, Nuova Zelanda,
da Cloud Appreciation Society / Merrick Davies, fare click sull'immagine per vedere l'originale ingrandita).
La proposta è stata presentata ufficialmente all'Organizzazione Meteorologica Mondiale a Ginevra. Se sarà accettata, asperatus prenderà definitivamente il suo posto nell'Atlante Internazionale delle Nuvole, un avvenimento che non si produceva da più di mezzo secolo.
A quanto pare c'è qualcuno che cerca non solo di riscrivere la storia e le leggi della fisica, ma
di deformare persino la stessa realtà oggettiva pur di farci credere che ciò che avviene in cielo sia tutto normale.
Chiedetevi il perché.
E visto che ci siete chiedetevi anche perchè in questo voluminoso documento scritto per negare le
scie chimiche non viene nominato nemmeno uno dei siti che invece ne affermano la tragica realtà?
Forse per evitare di fornire al lettore un link a qualche sito dove potrebbe facilmente trovare
le prove dell'esistenza
delle scie chimiche e le confutazioni
delle argomentazioni di chi le nega?
Noi invece non abbiamo problemi a segnalare l'indirizzo a cui potete
leggere integralmente quel documento negazionista:
http://www.meteoromagna.com/L_ANNOSA_QUESTIONE_SCIE_DI_CONDENSAZIONE.pdf.